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Alla parola tambeach viene subito in mente la calda sabbia della provincia di Ragusa, uomini e donne i cui muscoli sono tesi al massimo per raccogliere e rilanciare la palla dall’altra parte del campo, oltre la rete. “Avevo appena sette anni - mi racconta – quando partecipai al mio primo torneo. Si svolgeva all’interno dell’Istituto Professionale di Vittoria ed io avevo deciso di partecipare accogliendo l’invito del professore Nicosia che, semplicemente guardandomi, pensò che in me potesse esserci una brava tennista. Una sportiva a 360° visto che anche nella pallavolo i successi non sono mancati. Ho giocato con la Kamarina Volley che, in quegli anni, arrivò a militare in B2, proprio come in questo campionato. Quando è arrivato il primo “vero” torneo di tamburelli? Avevo 17 anni. Per la prima volta mi scontravo con nomi importanti, con donne che avevano portato a casa una serie quasi interminabile di trofei, mentre io ero solo all’inizio. L’anno successivo, però, sono riuscita a conquistare il mio primo singolare. Da lì, infatti, è iniziata tutta la serie di tornei. Esatto. Gli ultimi 4 anni ho portato a casa, consecutivamente, il titolo nazionale nel singolo: nel 2009 il torneo si è giocato a Mondragone, nel 2010 a Sottomarina di Chioggia, in provincia di Venezia, nel 2001 a Caserta e, questa estate, a Caucana. Come è stato giocare e vincere praticamente a casa? Tutta un’altra cosa. Sei nella tua terra, sei più seguita. Le emozioni sono amplificate. Le partecipanti del Sud, e le siciliane in particolare, poi, sono tutte più agguerrite. La tensione agonistica è maggiore. Prenda me, per esempio. Nella sua carriera di giocatrice di tambeach c’è stata anche una pausa? A partire dal 2006 mi sono fermata per qualche anno, ma comunque facevo tennis agonistico con la squadra di Vittoria che milita in serie D. Come si svolge il suo allenamento? Prima mi allenavo insieme al resto della squadra di Pallavolo. Oggi gioco spesso con le altre atlete ragusane. Prossimi obiettivi? Finché fisico e mente reggeranno, le attività di singolo e doppi impegnano molto anche a livello mentale, continuerò a praticare sport. Oggi, tambeach a parte, Angela Scifo è una splendida quarantaquattrenne osteopata e laureata in fisioterapia che porta magnificamente i suoi anni e che, forse anche per questo, non ha avuto alcun timore nel dirmi la sua età. Davanti a me, nella nostra chiacchierata, una donna con il fisico di un’atleta, il sorriso di una persona dolce e lo sguardo di una sportiva più che determinata. Tratto dall'intervista del freetimemagazine da Nadia D'Amato |